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Software libero: qualche passo più avanti PDF Stampa E-mail
Scritto da Emanuele M. Forner   
Martedì 22 Luglio 2008 18:52

L’articolo riprende e prosegue il ragionamento affrontato in un precedente articolo a proposito della convenienza a quantomeno sperimentare il sistema operativo libero GNU/Linux, in particolare spiegando come fare per provare al meglio la distribuzione Ubuntu, senza spese e senza rischi di danneggiare il proprio computer e quanto ivi già installato.
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In un articolo pubblicato poco più d’un anno fa abbiamo rapidamente illustrato come sia possibile provare “dal vivo” il sistema operativo libero GNU/Linux, cioè come sperimentare in concreto un’alternativa all’onnipresente Windows senza tuttavia avventurarsi in operazioni che, per chi non abbia abbastanza dimestichezza con le cose dell’informatica, potrebbero presentare qualche difficoltà e qualche rischio.
La modalità “Live CD”, peraltro, soffre di alcune intrinseche limitazioni che non consentono di apprezzare appieno le caratteristiche del sistema GNU/Linux (in buona sostanza, non è possibile regolare tutte le impostazioni sulle specifiche caratteristiche del computer).
L’ultimo rilascio della distribuzione Ubuntu — la 8.04, uscita nell’aprile 2008 — riesce a ovviare anche a questa limitazione (lo stesso vale anche per la distribuzione “gemella” Kubuntu), introducendo una nuova modalità d’installazione, cosiddetta “dentro Windows”.
In estrema sintesi, si tratta di installare il sistema operativo come se fosse una semplice applicazione di Windows.
In concreto, ecco come fare:
1) avviate normalmente il vostro computer Windows;
2) quando il sistema è pronto, inserite nel lettore CD/DVD il CD di Ubuntu (che vi sarete procurati come abbiamo spiegato nell’articolo succitato);
3) comparirà una finestra di dialogo che vi proporrà tre opzioni, la seconda delle quali recita “Installa dentro Windows”: cliccate su questa e seguite le istruzioni a video;
4) il programma di installazione effettuerà una serie di operazioni, al termine delle quali vi sarà chiesto di riavviare il computer (a seconda della potenza del computer, potrebbe volerci da un quarto d’ora a mezz’ora);
5) al riavvio del computer, prima del caricamento del sistema operativo, vi si presenterà una schermata in cui sarà offerta la scelta del sistema operativo da avviare tra il solito Windows e Ubuntu: con i tasti di direzione (le “frecce”) selezionate Ubuntu e confermate con Invio;
6) verrà quindi proseguita e completata l’installazione di Ubuntu (tempo richiesto: circa mezz’ora); al termine, occorrerà riavviare ancora una volta il computer;
7) al successivo riavvio, scegliete ancora Ubuntu e finalmente il vostro nuovo sistema operativo alternativo sarà pronto per essere utilizzato appieno;
8) peraltro, a quel punto sarà opportuno procedere prima di ogni altra cosa all’aggiornamento del sistema: sulla barra presente nella parte superiore del desktop, cliccate su Sistema, poi su Amministrazione e infine su Gestione aggiornamenti (vi verrà richiesto, a un certo punto, di inserire la password che avrete impostato durante l’installazione di Ubuntu); si tratterà, a quel punto, di seguire le istruzioni a video;
9) Ubuntu viene installato già con un certo numero di applicazioni a corredo (fra tutte, ricordiamo solo l’ultima release di OpenOffice.org); potreste, peraltro, voler aggiungere qualche altro programma: per ciò, cliccate ancora su Sistema, poi su Amministrazione e infine su Gestione pacchetti Synaptic; vi verrà presentata una schermata ove scegliere le applicazioni desiderate (suddivise e raggruppate per categorie) (nel caso che una specifica applicazione richiedesse dei programmi complementari, ci penserà il sistema a notificarvelo e a includere tutto il necessario).
Ubuntu opera in maniera radicalmente diversa da Windows, a livello di sistema; a livello di utente (che è quello che più vi interessa da vicino), vi sono pure delle differenze, ma non così radicali da dover spaventare o scoraggiare; cambia, è vero, l’aspetto dell’interfaccia grafica, ma si tratta di farci l’abitudine (un po’ come è stato passare da Windows 3.1 a Windows 95/98 e di qui a Windows XP); chi si fosse abbastanza impratichito di Windows al punto di essere in grado di effettuare certe operazioni (installazione e disinstallazione di programmi e di periferiche, connessioni di rete, etc.), non dovrebbe faticare poi troppo per rifare le stesse cose sotto Ubuntu (in fondo, si tratta di cercare fra i menu e di capire quali voci corrispondono all’omologa funzione in Windows). In tutti i casi, ricordate che in Internet potrete trovare copiosa documentazione e aiuto per superare le difficoltà che verosimilmente incontrerete (basterà impostare qualche ricerca sul vostro motore preferito, Google, Yahoo! o altro).
La cosa interessante dell’installazione “dentro Windows” è che Ubuntu viene installato in una cartella e utilizza lo stesso file system di Windows (quindi, non occorre effettuare complesse, delicate e rischiose operazioni di ripartizionamento del disco fisso); ovviamente, i dati memorizzati nelle cartelle di Windows sono pienamente accessibili (cioè sia in lettura, sia in modifica e scrittura) anche da Ubuntu.
Ovviamente, non possono essere utilizzate le applicazioni di Windows, ma per molte di esse esistono delle alternative; se, poi, già sotto Windows si utilizzassero programmi come Mozilla Firefox, Mozilla Thunderbird, Skype, OpenOffice.org, sarà ancora più semplice, perché di questi (come di altri) programmi esistono anche le versioni specifiche per GNU/Linux.
Se, poi, alla fine dei conti Ubuntu non facesse per voi, sarà piuttosto semplice rimuoverlo completamente dal computer: da Windows, aprite il Pannello di controllo e lanciate Installazione applicazioni; scorrete l’elenco fino a trovare la voce Ubuntu, selezionatela e cliccate su “Rimuovi”.
Tutto quanto abbiamo esposto per Ubuntu vale anche per Kubuntu: le due distribuzioni, infatti, differiscono solo per l’ambiente desktop, cioè l’interfaccia grafica; Ubuntu utilizza GNOME (che nell’aspetto ricorda abbastanza l’ambiente Macintosh), mentre Kubuntu adotta KDE (più simile a Windows).
Da ultimo, la risposta alla “domanda delle cento pistole”: perché provare Ubuntu (o Kubuntu), se già ci si trova bene con Windows XP?
Intanto, perché è sempre buona cosa non sclerotizzarsi e, soprattutto, non subire gli strumenti informatici, ma invece imparare a dominarli (anche perché sono ormai e sempre più un aspetto fondamentale e irrinunciabile della professione).
Poi, perché Windows XP non è più disponibile, adesso: se si acquista un nuovo PC, Microsoft impone Windows Vista, che costa un sacco (anche perché richiede notevoli risorse hardware, ben più di XP) e (moltissimi dicono) dà un mucchio di problemi; Ubuntu, invece, non costa niente ed è molto più performante persino di Windows XP: per dare che un dato banale ma immediatamente avvertibile, ho personalmente verificato che sulla medesima macchina Ubuntu si avvia in metà del tempo che occorre a Windows XP e quando è in funzione è pure sensibilmente più veloce…
In sintesi, le scuse per ignorare GNU/Linux sono sempre di meno: fate ’sta prova e ve ne accorgerete (anche per OpenOffice.org ho incontrato iniziali diffidenze, ma poi…).